Akemashite omedetou gozaimasu!

O, per dirla in italiano, tanti auguri di buon anno nuovo!

In Giappone sono molteplici le usanze legate all’inizio del nuovo anno. Tra queste, spicca sicuramente lo hatsumoude (初詣), ovvero l’immancabile prima preghiera dell’anno al santuario shintō o al tempio buddhista di turno.
Sebbene in origine la pratica fosse differente da ciò che sarebbe poi divenuta in seguito, pare che lo
hatsumoude abbia iniziato a diffondersi in Giappone a partire dal 1181, anno in cui Minamoto no Yoritomo si recò in preghiera al Santuario Tsurugaoka Wakamiya (l’attuale Tsurugaoka Hachimangū, nella città di Kamakura).

Senza addentrarsi troppo in ulteriori excursus storici, basti sapere che questa pratica è a oggi molto cara al popolo giapponese, tanto che a ogni fine d’anno tra le parole più cercate sui vari motori di ricerca compare proprio “hatsumoude ranking 20XX”. I siti che stilano e riportano di queste classifiche solitamente si basano sul numero di voti raccolti dai lettori di passaggio, senza pertanto risultare mai del tutto imparziali; tuttavia, è pur vero che alcuni templi o santuari spiccano un po’ in tutte le classifiche della rete, quale ne sia la provenienza, lasciando intendere che alla base di tali liste vi sia anche un che di oggettivo. Ne sono un esempio il Santuario Meiji o il tempio Sensōji, entrambi a Tōkyō. Stando ai dati disponibili, nel 2015 ben 3.100.000 (esatto: tre milioni e centomila!) persone si sono recate al Santuario Meiji per la preghiera del nuovo anno, su una popolazione metropolitana complessiva di 13.800.000 individui.

Tra le preghiere del primo anno, non manca un augurio di pace tra i popoli (in linea con lo spirito pacifista dei giapponesi) o il ringraziamento per l’anno appena trascorso. C’è poi chi prega di poter passare un anno pieno di tranquillità, o di vedersi avverare un taluno desiderio: le divinità shintō o i benevolenti bodhisattva non mancheranno di ascoltare le richieste di ciascuno, e magari – prima o poi – anche di esaudirle…

Buon anno del cinghiale a tutti voi!

(La foto allegata è stata scattata quest’anno al santuario Chiba Jinja, nell’omonima città.)