Otaku (おたく/オタク) è un termine che dagli anni Ottanta indica una subcultura giapponese di appassionati in modo ossessivo di manga, anime, e altri prodotti ad essi correlati. In Europa e negli Stati Uniti, il termine si usa senza alcuna connotazione negativa, non solo per i fan di manga e anime, ma anche per le persone appassionate di tutto ciò che proviene dal Giappone. In patria, invece, la parola otaku non sembra essere un complimento e spesso si applica anche per designare persone monomaniache o socialmente isolate (il concetto è strettamente correlato al termine anglosassone geek) . Inoltre, otaku si riferisce all’influente subcultura del pop giapponese emersa in Giappone alla fine degli anni Settanta. La subcultura otaku è ormai un fenomeno importante sia in Giappone che nelle altre parti del mondo, con il suo stile di vita, i vestiti, il gergo e un’industria intera di prodotti.

Dal 2005 la famosa società informatica nipponica Interlink organizza i concorsi annali dei senryu, piccolissime poesie, spesso di carattere comico o ironico. I senryu possono essere scritti su qualsiasi argomento della vita umana, ma questi si chiamano gli otaku-senryu perché nel loro mirino ci sono le particolarità, le difficoltà, le gioie e le preoccupazioni del mondo otaku. A volte gli otaku senryu sono poco chiari per chi non guarda gli anime, non gioca al computer e non partecipa agli incontri di cosplay.

Se capite gli esempi riportati sotto probabilmente anche voi siete un po’ otaku 🙂 🙂

好きな子が一人も実在していない 刹那

neanche una

ragazza che mi piace

nella vita reale

(Istante)

Ma con gli otaku succede anche di peggio:

おやすみのキスでポスターふやけてる りんぱぱ

di baci

della buona notte

è umido il poster

(Rinpopo)

Il poster della sua eroina, attrice o cantante preferita, beninteso.

La subcultura otaku ha anche una grande industria. Un otaku è pronto a spendere per il suo idolo e per il suo anime o gioco preferito tutto quello che ha, come ci racconta Maro, vincitore del 20° posto al nono concorso di otaku senryū:

専属の ATMに 俺はなる まろ

ormai

sto diventando il bancomat

del mio idolo

(Maro)

Come nel caso dei sarariman senryū, gli otaku senryū vengono firmati con un pseudonimo che spesso aggiunge un alone nuance al senso complessivo del senryū. Proponiamo, di seguito, la traduzione dei dieci vincitori del nono e ultimo concorso di otaku senryū, svoltosi nel 2013. Il “dio degli otaku senryū”, questa volta, ha ricevuto 1.210 voti dal pubblico.

アニメ観て泣く俺を見て母が泣く れおにだす

vedendomi piangere

mentre guardo gli anime

piange pure la mamma

(Leonida)

Quante mamme hanno pianto guardando il loro caro figliolo diventare un otaku…

Questo senryū è stato lodato per essere particolarmente bilanciato. Infatti, si capisce senza ulteriori commenti anche da chi non conosce i particolari del mondo di anime e manga. Lo pseudonimo, però, è tratto del famoso film “300”.

課金とは ゲーマー界の ドーピング はさみたこ

servizi a pagamento –

nel mondo dei videogiochi

come doping

(Hasamitako)

Questo senryū ironizza sulla realtà dei videogiochi online. Esistono molti giochi gratuiti cui  si riesce a partecipare usando i soli servizi di base. Però, alcune cose che ti potrebbero aiutare ad andare avanti e a salire di livello più velocemente sono a pagamento. Quelli che non usano o usano poco questi servizi a pagamento si chiamano “light users”; quelli che spendono molto invece si chiamano “heavy users”. Dal punto di vista dei light users, i servizi a pagamento sono comparabili al doping del mondo sportivo.