Oggi vorrei presentarvi tre haiku italiani di tre autori che hanno partecipato all’evento della nostra Associazione di sabato 08 aprile. Ogni componimento esprime un aspetto particolare di questa stagione meravigliosa.

cadono, sulla

sua schiena curva,

petali di ciliegio

Elisa Bernardinis

Elisa ci fa vedere la figura di una persona molto avanti con gli anni, sotto un albero primaverile, abbondantemente fiorito. Il mettere insieme queste immagini così diverse (l’abbondanza e la bellezza della primavera con la vecchiaia) crea un effetto particolare e mi fa pensare a un verso simile di Mukai Kyorai che lui usa per spiegare ai suoi allievi il principio del sabi espresso in poesia:

guardiani di ciliegi in fiore –

le loro teste grigie

sbattono assieme

Mukai Kyorai

In Giappone i giardini di ciliegi (sakura) in fiore erano protetti da dei guardiani speciali per impedire che la gente staccasse i rami fioriti danneggiando gli alberi. Anche qui, in mezzo ad una bellissima fioritura primaverile, abbiamo due vecchi guardiani che stanno insieme, vicini-vicini, ciò suggerisce la solitudine e la debollezza dell’età avanzata.

brezza leggera

nel recinto il puledro

si alza e ricade

Marco Pilotto

I cuccioli di animali ci riportano alla mente la stagione della primavera. Qui il piccolo puledro appena nato sembra più debole anche di una leggera brezza, facendoci sentire la tenerezza particolare di questa stagione.

in altalena

che vocine –

– papà-a! papà-a! mi spingi? –

Guido Cupani

In Giappone l’altalena viene associata proprio alla primavera. Nel sajiki giapponese (un libro particolare dove vengono raccolti e commentati i cosidetti kigo, parole che indicano le stagioni) leggiamo: “Può sembrare strano, ma l’altalena è un kigo primaverile. Certamente può essere usata tutto l’anno, però si associa, più di ogni altra cosa, al vento di primavera”. Non so se Guido sapesse come la pensano i giapponesi, ma nel suo bellissimo haiku posso sentire il vento primaverile che porta lontano le vocine dei bimbi sull’altalena.